Un cavallo ha tirato fuori dal fiume una donna in abito da sposa, e nessuno ha capito da dove fosse spuntata

È successo nel primo pomeriggio, quando il sole stava già tramontando e la luce calda si rifletteva sull’acqua, come se qualcuno avesse versato dell’oro liquido. Il fiume scorreva tranquillo, pigro, riflettendo le nuvole, e sopra di esso aleggiava il profumo dell’erba bagnata e dei salici giovani.

Camminavo lungo la riva con la macchina fotografica, volevo catturare gli ultimi raggi del giorno. All’improvviso sentii uno splash. Un rumore secco, estraneo, come se qualcuno fosse caduto in acqua. Girò la testa e il cuore mi balzò in gola.

Al centro del fiume, nell’acqua torbida, si intravedeva un abito bianco. Un vero abito da sposa: lungo, pesante, di pizzo. E accanto c’era un cavallo. Grande, baio, con la criniera bagnata, che sembrava uscito dalla realtà come da un sogno.

Era immerso nell’acqua fino al petto e si protendeva verso la donna. Il vestito si impigliava nella corrente, le mani non riuscivano ad aggrapparsi a nulla. Ancora un attimo e sarebbe stata trascinata via. Ma il cavallo fece un passo più a fondo. Con decisione, come se avesse deciso per entrambi.

Non sapevo da dove fosse spuntato. Sulla riva non c’era nessuno. Solo quel suono: respiri, schizzi, agitazione. Il cavallo si tuffò sotto la spalla della donna, la spinse con il muso e lei, tremando, si aggrappò alla criniera.

Tutto durò pochi secondi. Ma poi uscirono. Lentamente, come da un’altra vita. L’acqua scorreva sul vestito, il sole tramontava e sembrava che il tempo si fosse fermato.

La donna era ferma, immobile. Il pizzo bagnato le si appiccicava alla pelle, mentre il cavallo respirava accanto a lei, sfiorandole la spalla. Si guardavano come se avessero già detto tutto, senza bisogno di parole.

Dopo qualche minuto arrivarono delle persone. Qualcuno gridava, qualcuno correva, qualcuno piangeva. Ma lei continuava a tenersi alla criniera, come se fosse un’ancora.

Più tardi ho saputo che il matrimonio non c’era stato. Lo sposo non era venuto. Lei era semplicemente andata al fiume, con l’abito che avrebbe dovuto indossare per dire «sì». E forse voleva che il fiume portasse via tutto.

Ma invece arrivò un cavallo. Non si sa di chi fosse, né da dove venisse. Nessuno ha mai trovato il proprietario.

Da allora penso spesso: forse alcuni miracoli scelgono semplicemente il momento giusto. Quando una persona ha già lasciato andare tutto, improvvisamente qualcuno la riporta in vita.

MADAWOMAN